PREMESSE

Nell’inverno del 2006 mi arrivò in studio una signora di 43 anni con periatrite alla spalla destra. Non riusciva ad alzare il braccio ed aveva problemi a svolgere anche le più semplici attività quotidiane.
Dopo l’indagine posturale, lavorai sulla catena trasversa dell’arto superiore, liberando le tensioni della catena di flessione. Seduta dopo seduta il dolore scomparve ma nonostante questo, il movimento della spalla destra non era naturale e fluido come quello della sinistra.

L’estate successiva, la paziente trascorse le vacanze al mare con la famiglia. In quest’occasione fu costretta a sforzare la spalla con una breve nuotata. Subito sentì dei dolori ma che pian piano scomparvero. La paziente a distanza di una settimana tornò nel mio studio e mi raccontò l’accaduto, meravigliandosi dei benefici ottenuti.

Questo episodio mi fece riflettere.

Il nuotatore, per rendere più efficace la nuotata, cerca di tenere le mani aperte, e questo tipo di movimento rende più efficace il lavoro dei muscoli della spalla. Decisi quindi di riportare la postura del braccio del nuotatore anche nella riabilitazione dell’articolazione della spalla e con un amico realizzai il primo prototipo. Dopo un anno di sperimentazione fatta nel mio centro ebbi la possibilità di verificare personalmente i notevoli progressi fatti dai miei pazienti.

Infatti, nella riabilitazione della spalla, sostituendo la presa ad impugnatura negli esercizi con quella a mano aperta si evitano i falsi compensi dell’avambraccio e si rispetta la catena posturale dell’arto superiore.

A suffragare l’importanza della presa a mano aperta, oltre alle spiegazioni biomeccaniche, chiamai in studio il dott. Carlo Cacciatori di Vicenza, che misurò l’attività muscolare di alcuni muscoli attraverso l’EMG-Elettromiografia.

Si decise di misurare un esercizio solo, quello per il rinforzo degli extrarotatori della spalla. Con grosso stupore del medico, si evidenziò che, il sovra-spinato aveva una attività muscolare mioelettrica, molto più rilevante con la presa a mano aperta rispetto alla classica presa a impugnatura (vedi figure 1 e 2).

Fig.1Fig.2

Fig.1
Attività Mioelettrica sovraspinatus con l’impugnatura classica
Fig.2
Attività Mioelettrica sovraspinatus con presa a mano aperta dorsale

Questa analisi, è una rampa di lancio nell’evoluzione della rieducazione della spalla. Per quanto si dovrebbero attendere studi molto più approfonditi, già i migliori specialisti della spalla, sono concordi che la presa a mano aperta sia la soluzione migliore. Di fatto la presa a mano aperta va a colmare quel buco lasciato dagli insegnamenti di Kibler ed Ellembecher sul lavoro delle catene cinetiche.

Prof. Mirco Dal Maso

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